PORTO TORRES, Dalla periferia l’arte progressista di Alessandro Striano: “Nelle mie opere un mix tra tradizione e innovazione”

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Alessandro Striano.

La passione per la cultura di Sardegna gli scorre forte nelle vene, animata dall’entusiasmo tipico di un giovane 29 enne, ma con le spalle già larghe e tanta voglia di mettersi in gioco.  

E Alessandro Striano, il desiderio di raccontare l’isola, lo trovò in un giorno dell’adolescenza, quando da un pezzo di sughero capitato tra le mani, nacque una prima maschera.  Da li, l’inizio di un vero e proprio passatempo che lo ha portato da quattro anni a questa parte, a collezionare varie creazioni, raccogliendo gli apprezzamenti della sua Porto Torres e non solo.

Insomma, un vero e proprio artista “multitasking” o per meglio dire della porta accanto, non standardizzato, ma aperto a nuove forme d’arte in chiave moderna.

Nelle sue maschere: il cuore pulsante di una terra antica, con un pizzico di modernità che rende questi pezzi unici ed inconfondibili, come il sapere, interamente autodidatta.

Ne hanno avuto un’ulteriore conferma, anche gli abitanti del  “Villaggio Satellite” dove Alessandro è nato e tuttora vive, spingendolo ad esporre il materiale nella recente festa dei 50 anni del quartiere.

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Un particolare della lavorazione.

“Che dire, un successo inaspettato – spiega emozionato Striano non mi sarei mai immaginato di ricevere una spinta così forte dalla mia gente. Tutto ciò mi ha portato a ragionare, concretamente, su come trasformare la passione in un lavoro. Le recenti collaborazioni, poi, hanno acceso in me la volontà di migliorarmi sempre più, aprendo gli occhi non solo alle maschere ma anche ad altri accessori.”

Inoltre, anche grazie agli attivissimi  profili social  della “giovane promessa 2.0” (Instagram: @striano_creazioni) c’è chi si  è accorto del suo talento: “Da sei mesi a  questa parte – prosegue Striano ho l’onore di essere tra i collaboratori di Andrea Monteleone, orafo del biellese. Una grande professionista che ha creato un’apposita linea di accessori in argento puro, ispirati alle mie maschere. Ha creduto in me fin da subito, valorizzandomi e offrendomi ottimi consigli. Gliene sarò sempre grato”

Dunque non sarà un caso, se passando per Porto Torres, troverete Striano immerso tra legno, utensili ed interessanti tavoli di idee. La prossima sfida? “Continuare a lavorare sodo con tanta umiltà, cercando di far conoscere ancor più i miei pezzi fuori isola, con uno sguardo all’estero. I componenti d’arredo nelle case sono una forte tentazione su cui sto già lavorando. Ma a piccoli passi. Le cose fate con fretta non mi sono mai piaciute.”

Poche parole, concrete, che evidenziano la fierezza  di un giovane sardo di cui sentiremo sicuramente parlare. Alla prossima puntata!

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Componenti d’arredo e accessori.

JERZU, “Calici di Stelle” tra tradizione e sociale. Sabato 10 si riparte.

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Una recente edizione

 

Mentre la 40^ Sagra del Vino e il dodicesimo “Wine Festival” si avviano ad un ennesimo successo, a Jerzu si guarda già in prospettiva del prossimo ed attesissimo evento dei prossimi giorni.

E non è di certo un caso se le strutture ricettive locali registrino già il tutto esaurito: “Calici di Stelle”  a vent’anni dalla sua nascita continua a dimostrarsi un’attrattiva non solo zonale, ma regionale e non solo.

Sabato 10 si replica, nel segno dell’identità vitivinicola e sull’attenzione al sociale, grazie alla collaborazione tra Proloco di Jerzu, Fondazione Carlo Enrico Giulini e Ospedale “Cao”di Cagliari per il progetto “Musica e lettura, siamo parte delle cura”.

Nel concreto, una parte dei 20 euro spesi per acquistare il calice nella manifestazione, verranno devoluti a finanziare il progetto di musicoterapia e lettura. Il tutto grazie ad un accordo siglato di recente nella sala consiliare del comune di Cagliari fra gli attori in campo.

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La cerimonia al Comune di Cagliari

A fare da cornice all’iniziativa, un ricco programma: si inizia dal mattino con l’apertura del Punto Vendita Calice (Via Umberto I^ n.117), dalle 19,00 l’ingresso nelle varie cantine dissipate per le viuzze dell’abitato, a seguire “Scuole Elementari_Night Groove” (19,30), “Devil Funky Street Band” e Parata Trampolieri  ( tra i protagonisti, i bambini jerzesi partecipanti al laboratorio dei trampoli – 20,00).

Ci saranno anche “Luz&Dim”, in Piazza Loi (20,30), “Nues Trio” , in Piazza Mereu (21,30), “Dj Zep”, in Piazza Mannu (22,30). Chiuderanno i “Balentia” nello scenario di Piazza Europa, a partire dalle ore 23,30.

Giorgio Ignazio Onano

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DESULO, Da oggi “Sa Festa ‘e S’Arcu”. Gli organizzatori: “Evento unico per il paese”

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La processione dello scorso anno

Manca poco e i frenetici ed ultimi ritocchi ne sono la dimostrazione più autentica, mentre il Comitato si adopera nella sistemazione de “Sa parada”, del palco o nella spola tra il paese e “Tascusì” per curare ogni aspetto.

A Desulo “Sa Festa ‘e S’Arcu” è storia, fede, tradizione e cultura. Una manifestazione  particolarmente sentita, non solo dalla popolazione locale, ma anche da diversi centri del circondario.

E di anno in anno, tra queste alture che profumano di timo e aria fresca, l’evento si rinnova, in un clima di ospitalità incondizionata e colori identitari.

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Una storica edizione

Si apre, stanotte con, lo spettacolo musicale “Muttos e Ballos” presentato da Emanuela Cossu (ore 21,30).

Domani, a partire dalle 17,00 la caratteristica processione del Carmelo, con partenza dalla Parrocchia fino a Tascusì, accompagnata dai “Cavalieri del Gennargentu” e altri gruppi a cavallo (Diretta facebook sull’Eco di Barbagia).

Seguirà, la celebrazione della SANTA MESSA (chiesetta della Madonna della Neve – 19,00) presieduta dal parroco Don Mariano Pili e l’esibizione dei gruppi Folk “Amigus” di san Sperate e “San Pietro” di Ittiri (ore 20,00). Ci sarà anche lo spettacolo con il comico Francesco Porcu (dalle 22,00).

Lunedì,  al mattino, un nuovo appuntamento con la fede: alle 11,00 sempre nella chiesetta della Neve, la ss.messa.  A partire dal pomeriggio, poi: l’animazione per bambini “Le bolle giganti” con Giorgio Sagheddu (16,30) e dalle 21,30 la serata sarà allietata dai Tenores “Gennargentu” di Fonni e dai balli dei giovani organettisti locali.

“Si tratta di un evento unico per il nostro centro – spiega Valerio Liori, Presidente del Comitato organizzatore –  Come Associazione Gruppo Folk Montanaru è  il secondo anno da organizzatori e speriamo possano essercene tanti altri ancora, essendo grandi l’emozione e l’orgoglio di poter fare ciò per la nostra comunità.”

“Ringraziamo, già da ora,  il paese e di tutti gli attori che hanno permesso di compiere la manifestazione. Auspichiamo in una buona riuscita del tutto, animati da tanto impegno e dalla fede che rendono unici questi giorni.” – conclude Liori.

Giorgio Ignazio Onano

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JERZU, Domenica la Sagra del Vino con il “Wine Festival”. I promotori: “Iniziative importanti per tutta la comunità”.

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Una recente edizione

Nella Valle dei Tacchi,  l’estate profuma di ospitalità e tradizione. E Jerzu, patria del Cannonau e forte di una storica vocazione vitivinicola non ha bisogno di tante presentazioni in quanto a “cultura del buon vino”.

Ne sono una concreta testimonianza: i numerosi vigneti che circondano l’abitato e la fertile Valle di “Pelau”, i successi nazionali e non solo riscossi dai produttori locali, le manifestazioni che si rinnovano di anno in anno con l’invasione di migliaia di turisti nel paese.

Come non pensare, dunque, alla storica Sagra del Vino, giunta alla 40^ edizione, ed in calendario per domenica 4 con promotori dell’iniziativa la Pro Loco in collaborazione con il Comune e Vitivinicola Antichi Poderi.

Tra gli altri attori in campo: L’associazione dei Cavalieri della G.S Atletica, Ogliastra, Gruppo Folk Josto Miglior, Associazione dei Carristi, Gruppo escursionisti e amanti del trekking e diversi volontari.

Si apre alle 17,00 con la sfilata folkloristica per le vie dell’abitato, animata dalla presenza, fra i tanti, dai “Boes e Merdules” di Ottana, i “Mamutzones Antigos” di Samugheo, gli Sbandieratori di Iglesias, L’Accademia tradizioni popolari di Tempio.

A seguire, dalle 20,00 in piazza Europa, l’esibizione dei gruppi folk presentata dal fisarmonicista Franco Angioni e l’esibizione del duo “Diego e Rubens” (ore 22,00).

Nella comunità intanto è grande il fermento, in vista dell’importante appuntamento che vedrà al suo interno anche il “Wine festival” , da dodici anni parte integrante dell’iniziativa.

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La sfilata folkloristica

“Il nostro è un paese capace di esprimere vivacità culturale  – spiega soddisfatto il sindaco Carlo Laie il tutto è dimostrato non solo dalla presenza di ben tre istituti superiori, ma anche dalle eccellenze produttivo-qualitative delle aziende vinicole e agroalimentari, nonché dalla capacità di coniugare folklore, cultura e divertimento in un centro di 3200 abitanti.”

“Oltre al Cannonau che ci certifica come vera e propria culla, i laboratori artigianali-gastronomici della pasticceria, pasta fresca come i “Culurgionis” e “is Coccois Prenas” sono per noi motivo di grande orgoglio. La Sagra del Vino e la concreta mescolanza di tutto ciò.”

Gli fa eco Manfredi Allegria, Presidente della Pro Loco: “Ci troviamo dinanzi all’evento folkloristico più sentito dell’Ogliastra e la presenza di storiche componenti del folk isolano ci rende particolarmente emozionati. Oltre al vino non mancheranno l’ospitalità e il calore che contraddistinguono da sempre gli jerzesi. Per questo invitiamo tutti a partecipare”

 Giorgio Ignazio Onano

 

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Elezioni regionali: Soru è tornato, Zedda resta privilegiato, per un centrosinistra in crisi

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Renato Soru.

La colonna sonora della propiziatoria danza al buio de’ noantri già ci sarebbe: “Dancing in the dark” di Bruce Springsteen. Perché in fondo, a pensarci bene, Mr. Tiscali alias Renato Soru, a muoversi in condizioni di scarsa visibilità è abituato, anche se il terreno di gioco sono un centrosinistra e una galassia dem mai nebulosi e fallimentari come ora.

Una rinnovata pagina Facebook con tanto di impronta tradizionale e sottotitoli ai video, settimane di incontri con i fedelissimi, tavoli tematici in lungo e in largo per l’isola (l’ultimo lunedì a Nuoro per parlare di cultura): insomma, i presupposti per pensare che l’ex Governatore si stia preparando, a dire nuovamente la sua, in vista delle prossime elezioni regionali, ci sono tutti e non giungono solamente dalle voci di corridoio che si fanno sempre più assordanti. L’aria di Bruxelles e Strasburgo, all’Europarlamentare di Sanluri, risulta difatti rarefatta, come testimoniano le scarse presenze in aula e alle attività nelle commissioni, ugualmente mal sopiti gli attriti all’interno del partito. Da qui, la necessità di ricostruire in patria, anche dopo la recente sconfitta di Francesco Sanna, alla guida della segreteria Pd, la corrente soriana, ma soprattutto intralciare Massimo Zedda, finora favorito come candidato di coalizione, con il beneplacito di Renzi.

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Massimo Zedda.

Pazienza, se nel 2011, in occasione delle Comunali cagliaritane, il sito “Sardegna democratica”, affermava a dimostrare l’affinità fra i due: “Zedda? E’ il candidato di Soru”. Oggi, la lontananza di vedute è notevole e non mancano le dichiarazioni pubbliche di Soru: “Il sindaco del capoluogo la smetta di ragionare come il pizzaiolo davanti all’ospedale civile”, accusandolo, nei giorni scorsi, di campanilismo sanitario contro Monserrato. E se con Pigliaru l’amore sembra non essere mai sbocciato, non si può dire che con gran parte della Giunta regionale sia stata luna di miele: dai trasporti alla dispersione scolastica, passando per la sanità fino a giungere alla legge urbanistica. Un continuo intervallarsi di stoccate che non sono passate inosservate. Così come non risultano invisibili, le risposte minimizzanti sui social, a chi lo accusa di una campagna elettorale anticipata.

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Pigliaru e Soru ai tempi del grande amore.

Ma a stupire, sono i toni autonomistici con cui Soru parla ai potenziali elettori: uno scopo chiaro e preciso, con cui si mira, da un lato a rafforzare l’idea di un centrosinistra maggiormente identitario e dall’altro quello di sottrarre voti alle varie sigle che da Muroni a Devias, ma anche Arbau, gli eterni Oppi e Maninchedda, si stanno delineando. Tra i benpensanti, non si smette di interrogarsi su quali siano le reali intenzioni soriane. Sta il fatto, che non vi è alcuna intenzione di correre per un seggio a Roma: le noiose e sporadiche capatine nel Nord Europa, nonostante tutto, lo soddisfano meglio dei colli capitolini e a queste, come ha già annunciato alla stampa, rinuncerebbe solamente per“ben altro”.

“Nessuno è escluso”, specifica a chi gli domanda se i ronzii che aleggiano siano fondati, lasciando un misto di suspense che fa pensare, in contempo, anche ad un’inaspettata candidatura contro lo stesso Zedda. Per la sinistra defilata dal Pd, il Primo cittadino di via Roma d’altronde è un lontano compagno d’avventura, troppo vicino alle idee renziane. Lo spettacolo è iniziato, mettiamoci comodi perché l’intrattenimento si prospetta interessante.

 

Giorgio Ignazio Onano

 

Articolo pubblicato stamane dal quotidiano di informazione online “AD MAIORA MEDIA”. LEGGILO AL LINK SOTTOSTANTE:

http://sardegna.admaioramedia.it/elezioni-regionali-soru-e-tornato-zedda-resta-privilegiato-per-un-centrosinistra-in-crisi-giorgio-ignazio-onano/

Da Nuoro alla Norvegia. L’esperienza di Gianfranca Pintus: “L’Italia ci costringe alla fuga”

 

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Gianfranca Pintus a Bergen

 

Oggi sono due mesi che vivo a Bergen: dalla Sardegna alla Norvegia.
E’ un bel salto!
Seduta al tavolo di una caffetteria di un centro commerciale mi guardo attorno e rifletto.
Lontana dalla mia terra da due mesi! Penso e ripenso, e mi perdo osservando il via vai della gente che va da un negozio all’altro o si ferma qui a bere un caffè. Penso chissà cosa fanno nella vita, chissà se hanno una famiglia, o magari studiano, o chissà se sono veramente felici visto che si dice che in Norvegia sono i più felici del mondo…chissà com’é la loro vita…

E poi penso a me, mi guardo indietro e osservo quel che è stato della mia di vita fino ad oggi; sono andata fuori casa per studiare all’università, ma restando pur sempre in Sardegna. Una laurea triennale e a seguire una laurea magistrale, più tanti sogni nel cassetto a fare da cornice. Il sogno principale? Quello di trovare un lavoro e diventare indipendente. Inizi lavoricchiando precariamente qui e la, ma ben presto ti ritrovi a scontrarti faccia a faccia con la triste realtà del mondo del lavoro. Mandi curriculum su curriculum ma non ricevi quasi mai risposta, e quando le ricevi ti senti dire che col personale sono al completo.

 Pian piano quei sogni inizi così a vederli svanire e sempre più lontani. Allora che fai? Opti per un master, e master sia! Nel mentre valuti l’idea di andare all’estero. Ci pensi e ci ripensi, e alla fine presa anche dalla delusione, dalla rabbia e dallo sconforto della situazione, decidi di fare questo passo. E cosi già da due mesi mi ritrovo a fare la ragazza alla pari in Norvegia.

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Uno scorcio della città.

 

Sono partita molto carica, con tante aspettative ma anche con alcune paure. Al gate dell’aeroporto e durante il decollo non nego il fatto che avessi le lacrime che mi rigavano il volto. Già da quel momento ti rendi conto di quanto sia doloroso lasciare la propria terra, ma ormai ci sei, non c’è più tempo per i ripensamenti, e parti per una nuova avventura.
Dopo due mesi qui in Norvegia posso dire di aver capito in pieno sulla mia pelle cosa vuol dire quando si dice che noi sardi nasciamo col marchio di fabbrica! All’inizio è tutto bellissimo, ma dopo un po’ ti ritrovi a fare i conti con lei: la nostalgia, precisamente la nostalgia della tua terra, della tua Sardegna.

Ed è cosi che inconsciamente e involontariamente ti ritrovi a paragonare qualsiasi cosa o paesaggio tu veda a ciò che i tuoi occhi sono abituati a vedere in Sardegna. Ti ritrovi anche a trovare somiglianze tra alcune strade che percorri in questa nuova terra ad altre strade che hai già percorso in Sardegna. E per quanto i posti che tu vedi siano bellissimi, stupendi e mozzafiato, alla fine il pensiero che rimbomba nella tua testa è: “si, questi posti sono stupendi, ma la mia Sardegna resta comunque più bella! La terra più bella tra le terre! Il suo fascino e la sua bellezza sono ineguagliabili!”

Ti rendi conto anche di quanti aspetti della tua terra dai per scontati fino a quando non ti allontani da lei, una di queste è il sole! Quando inizi a vivere in una città nella quale piove perennemente pensi a quanto sia bello che la tua terra sia soleggiata e con un bellissimo cielo azzurro! Anche se un bel po’ di pioggia servirebbe anche li! E in alcuni momenti di malinconia il pensiero è solo uno: “cantu mi mancasa terra mia!”

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Uno scorcio di Nuoro, città natale di Gianfranca

 

Le mancanze sono anche altre: ti mancano i genitori, tua sorella, tuo cognato, i parenti, gli amici, il nonno! Caspita quanto mi manca mio nonno! Ma per fortuna grazie alla tecnologia puoi stare sempre in contatto con tutti, anche se purtoppo il calore di un abbraccio di una persona cara non può essere sostituito da nessuna tecnologia esistente al mondo!

Ovviamente in un’esperienza fuori non c’è solo la malinconia: partire per una nuova avventura, vivere in una nuova terra a te sconosciuta, persone nuove, lingua nuova, abitudini di vita e alimentari completamente diverse dalle tue, conoscere nuovi posti…bhè…tutto questo è bellissimo! Ti arricchisce e ti fa crescere tantissimo, ed è un’esperienza che tutti dovrebbero fare! Al tempo stesso ti domandi che Paese è un Paese che non si sa tenere stretti i giovani e li costringe a scappare! Tanti, troppi giovani in fuga. Cervelli in fuga.

Una cosa però è certa: il cordone ombelicale che lega un sardo alla sua Sardegna non si taglierà mai: “Puoi togliere un sardo dalla Sardegna, ma non toglierai mai la Sardegna da un sardo!”
E se potessi scegliere tra tutti i paesi del mondo un posto nel quale vivere serenamente, e con un lavoro che ti permetta di vivere dignitosamente, la mia scelta ricadrebbe sempre sulla Sardegna, domo mea!

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Comunque il mio consiglio per tutti e sopratutto per i giovani é questo: non lasciate che la paura di lasciare la vostra terra, i vostri amici e i vostri cari vi impedisca di partire! Prendete lo zaino in spalla, salite su quell’aereo e partite! Aprite la mente, arricchitevi scoprendo nuovi posti e conoscendo nuove terre, nuove persone, nuove culture! Anche facendo un lavoro umile come la ragazza alla pari, giusto per iniziare! Se poi trovate un lavoro migliore ancora meglio!

Ammirate e apprezzate la bellezza e la maestosità dei nuovi paesaggi che vedrete, fatene tesoro, ma non dimenticate mai quali sono le vostre origini e le vostre radici! Andatene sempre fieri e portate a testa alta e con orgoglio la bandiera dei quattro mori! Potrete essere in qualsiasi parte del mondo, la Sardegna sarà sempre li ad aspettarvi a braccia aperte. Finché sentirete vivo dentro di voi questo legame ancestrale verso la vostra terra non vi sentirete mai cosi lontani e sopratutto non vi sentirete mai persi!

“Sardigna sambene meu”

 

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Gianfranca Pintus

Turismo sardo al collasso? No il vero collasso è l’assessore Argiolas.

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Il turismo sardo? “Non possiamo sopportare un carico così simile. I numeri sono troppo alti”.

Fanno discutere in queste ore,  mezza isola e non solo,  le dichiarazioni dell’assessore regionale al turismo Barbara Argiolas, rilasciate  alla Nuova Sardegna e pubblicate ieri dallo stesso quotidiano. E pazienza, se di collassi da queste parti se ne vedano tutt’altri: sanità a pezzi, scuole obsolete, crisi occupazionale, emigrazione giovanile e chi più ne ha più ne metta. Secondo la soriana di ferro, la situazione (13 milioni e mezzo di vacanzieri distribuiti sopratutto fra luglio e agosto) sarebbe ingestibile, con delle spiagge eccessivamente affollate che dovrebbero diventare a numero chiuso.

Il tutto, nonostante dei numeri più che positivi (+14% rispetto lo scorso anno) che in lungo e in largo per la regione, non si vedevano da ormai diverso tempo. Non ci vuole chissà quale curriculum, per affermare che il vero collasso sia proprio Argiolas, o più in generale la giunta Pigliaru, incapace fin dalla prima ora, non solo di far fronte alle innumerevoli problematiche nostrane, ma anche di stilare un piano turistico efficiente, esteso per 365 giorni l’anno.

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Ma a stupire è proprio il fatto, che certe dichiarazioni giungano da un membro della giunta nominato per far felice solamente una delle tante e multicolori correnti del Pd sardo. La stessa Argiolas, non è stata infatti dapprima eletta consigliere regionale (come si dovrebbe e vorrebbe) e non si capisce nemmeno chi rappresenti.

Fa sorridere l’idea di istituire il numero chiuso in svariati litorali: “Non possiamo rischiare che i nostri figli non vedano più le nostre spiagge spiega la Brambilla de noantri –  tu promuovi un’idea di spiaggia selvaggia e poi non hai un centimetro disponibile per stendere l’asciugamano si rischia l’effetto boomerang».

La limitazione sarebbe infatti da apportare (come finora è stato fatto), solamente in alcune località in cui è necessaria una preservazione dell’ambiente circostante. Delle spiagge per pochi privilegiati, che rimandano nell’immaginario collettivo ad una frontiera “turco-siriana” farebbero ridere anche i polli (con rispetto per gli anatidi dell’amministrazione dei professori).

Vada il fatto, come giustamente precisa l’assessora (nel più bel boldriniano dei termini) che si debba ragionare anche in ottiche diverse ampliando le offerte, ma certe “perle di saggezza di fine estate” si sarebbero dovuto evitare. Un adeguato corso di economia turistica non guasterebbe, conoscere le zone isolane nelle specifico, con una presenza forte ed efficace sarebbe quanto mai opportuno. Non prima di aver chiesto scusa ai sardi, agli operatori del settore, e sopratutto a quei giovani che nella “stagione estiva” vedono una boccata d’ossigeno dinanzi alla sempre più crescente disoccupazione.

 

Giorgio Ignazio Onano

 

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11 settembre 2001: il ricordo negli occhi sconvolti di un bambino di sette anni.

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Ricordo ancora come se fosse ieri quel giorno.
Ricordo di me, dei miei 7 anni di spensieratezza trascorsi giocando in salone.
Ricordo della TV accesa guardando i cartoni e delle trasmissioni interrotte immediatamente.
Un grave fatto oltre Oceano aveva scosso l’umanità: una torre gemella newyorkese era stata abbattuta da un aereo di linea dirottato da dei terroristi islamici.
Ricordo del fumo che si levava copioso nell’aria avvolgendo la città, delle fiamme immense, dei lavoratori che per non soffrire una morte imminente, venendo bruciati, si lanciavano nel vuoto.
Ricordo la disperazione di mia madre, il televisore nuovo appena montato in mattinata, ed io, che non avendo mai visto nulla di ciò, con occhi scioccati guardavo alla malvagità umana.
Mentre mamma si accingeva a chiamare babbo in ufficio, che nel giro di pochi istanti ci avrebbe raggiunto a casa, un nuovo scoppio: il secondo aereo sventra la seconda torre.
Mi vengono messe le mani davanti agli occhi.
La sofferenza per me era già abbastanza.
Di li a poche ore di distanza, gli edifici sarebbero crollati, io andato a letto con incubi per svariati giorni.
A distanza di anni, si cerca ancora una verità che scava in complotti più grandi di quanto si possa immaginare.

Chissà, se prima o poi si arriverà a ciò!  Nell’attesa di un bagliore di luce, oggi è arrivato puntuale, come sempre, l’anniversario di quel massacro.

È il momento di ricordare, pregare.
Io non dimentico.

 

Giorgio Ignazio Onano

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BELVI’, Domani musica e folklore con la III^ edizione della Rassegna “Antonio Cadau”.

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Ultimi ritocchi a Belvì, in vista dell’appuntamento di domani con la III^ edizione della Rassegna dell’organetto in memoria dell’amico Antonio Cadau.

L’evento organizzato anche quest’anno da amici, familiari e parenti, avrà inizio alle ore 18,30 presso l’anfiteatro comunale. A caratterizzarlo, la presenza di vari appassionati di tradizioni popolari, animati fra loro dall’amore per la musica e il ballo sardo.

Tra i partecipanti della serata figurano i gruppi folk di: Belvì, Aritzo e Laconi. Presenti anche vari organettisti del territorio come: Michael Fulgheri, Riccardo Sanna, Pietro Demuru, Marco Casula, Alex Agus, Giovanni Mattu e di altrettante zone dell’isola. Immancabili le coppie in costume tradizionale, i cori polifonici (“Bachis Sulis” di Aritzo), i tenores (Tenore di Lodè e Oliena “populu sardu”), i suonatori di armonica a bocca  (Simone Murgia, Andrea Fadda). Ad allietare la rassegna inoltre: la voce di Gianmichele Madeddu e le launeddas del giovanissimo Marco Porcu. Presenteranno Bachisio Cadau e Tonio Schirru.

Giorgio Ignazio Onano

Per info: https://www.facebook.com/events/1982689165283339/

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VIABILITA’, L’incompiuta Polu-Meana Sardo. Sindaco Nocco: “Provincia di Nuoro rispetti gli impegni presi”

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Un tratto della strada (Foto Giorgio Ignazio Onano)

Percorrendole quotidianamente ci si rende conto di quanto siano sempre più abbandonate a se stesse e vittime del tempo che passa, facendo pensare ad una galassia di incompiute: le arterie viarie barbaricine. Intanto, le Istituzioni statali si mostrano disinteressate, mentre cittadini e Comuni pagano per i continui disagi.

Emblematico il caso di Meana Sardo, dove non conosce sosta la battaglia per completare la strada che dal paese conduce a Polu, località lungo la provinciale 61 bis (Belvì-Atzara). Dopo anni di promesse e rassicurazioni da parte della Provincia di Nuoro (non ultima, l’avvio dell’iter per la realizzazione di un primo lotto), quella che sarebbe dovuta essere un’opera ormai conclusa, resta uno sterrato di pochi chilometri in cui le voragini la fanno da padrone. Pressoché inutili gli interventi di ripristino della viabilità effettuati ai primi del 2000: le intemperie hanno deteriorato in breve tempo il manto sabbioso, riportando la situazione ai nastri di partenza. Nel 2013, il definanziamento provinciale di un progetto di ultimazione da 2,3 milioni di euro (1.150.000 stanziati dalla Regione) e i mancati riscontri alle lettere, che, dal 2015 ad oggi, l’avvocato, incaricato dall’Amministrazione locale di richiedere un rifinanziamento, ha spedito alla Provincia nuorese. Resta il malcontento nel paese barbaricino che, con il completamento del tracciato, vedrebbe notevolmente ridotti i tempi di percorrenza verso la Barbagia di Belvì.

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Meana Sardo, una veduta del paese (immagine tratta da internet)

“Stiamo continuando la nostra pressione affinché si sblocchi quanto prima l’attuale fase di stallo. – spiega Angelo Nocco, sindaco di Meana SardoNon ne possiamo più di pagare il prezzo della malapolitica provinciale, che con l’ex presidente Deriu prima e con la gestione commissariale di ora, penalizza le zone interne. Un recente incontro, svoltosi tra il sottoscritto e i vertici dell’Assessorato regionale ai Lavori pubblici, ha confermato l’esistenza nelle casse provinciali di 471.000 euro da indirizzare all’opera. Stupisce il fatto, che alle richieste inviate a Nuoro dagli uffici cagliaritani, affinché venisse rimodulato l’accordo di programma stilato nel 1997 tra i due enti, si sia risposto parzialmente. Il Commissario, nonché ex vicepresidente Costantino Tidu, attraverso una delibera dello scorso gennaio, ha difatti reso noto di essere favorevole alla rimodulazione dell’accordo, citando però solamente la quota di finanziamento regionale. Di quella provinciale nessuna traccia. Fa rabbia il fatto che alle ulteriori richieste di allineare correttamente i patti precedentemente assunti, non sia giunta ancora nessuna risposta.”

“Spero – tuona Nocco non si tratti di una mossa politica volta a togliere una somma che ci spetta secondo atti scritti, destinandola altrove. Sarebbe grave, visto che il contributo provinciale è stato ridotto drasticamente rispetto a 1.150.000 euro previsti originariamente. Non chiediamo l’impossibile, ma bensì rivendichiamo ciò che ci è lecitamente dovuto. Siamo inoltre disponibili, al fine di velocizzare un intoppo decennale, a verificare la possibilità di gestire le fasi progettuali come Comunità montana Gennargentu-Mandrolisai. La partita è aperta e non intendiamo retrocedere di un solo millimetro. Continueremo a rivendicare i nostri diritti per abbattere un ingiusto isolamento geografico.”

Giorgio Ignazio Onano

Articolo pubblicato stamane sul giornale online “Ad Maiora Media”. Lo trovi al seguente link: http://sardegna.admaioramedia.it/viabilita-lincompiuta-polu-meana-sardo-sindaco-nocco-provincia-di-nuoro-rispetti-gli-impegni-presi/